Procedura di consultazione sulla revisione dell'Ordinanza concernente il trapianto di organi, tessuti e cellule umani

Risposta della Commissione di bioetica della Conferenza dei vescovi svizzeri

Quando si parla di donazione di organi e della sua regolamentazione da parte dello Stato, sono in gioco due valori fondamentali: in primo luogo, quello dell’integrità corporea, tutelato a livello nazionale da ogni Stato di diritto e a livello internazionale dalle convenzioni sui diritti umani, vincolanti per gli Stati (come il nostro) che le hanno ratificate; in secondo luogo, quello della vita e della sua conservazione. La pratica della donazione di organi mina il primo di questi valori nella misura in cui colpisce l’integrità fisica del defunto (il cui corpo continua a essere protetto dalla legge). Tuttavia, per salvare vite che altrimenti sarebbero condannate alla morte o a una condizione fisica difficile da sopportare, ognuno di noi è libero di acconsentire a questo sacrificio e di mettere a disposizione di altri alcuni o tutti i propri organi. La Commissione di bioetica della Conferenza dei vescovi svizzeri (CBCVS) sottolinea che la Chiesa cattolica sostiene e incoraggia la donazione di organi come atto di profonda carità e fraternità[1].

È in corso la consultazione pubblica per la revisione dell’Ordinanza sui trapianti, che mira ad attuare le modifiche alla legge sui trapianti accolte favorevolmente dal popolo nella votazione popolare del 15 maggio 2022. Questa revisione intende tenere conto delle modifiche apportate alla legge dal cambiamento del modello di consenso. Prima della votazione del 2022, la Svizzera applicava il modello del consenso esplicito in senso lato, ossia chiunque volesse donare i propri organi doveva metterlo per iscritto (“esplicito”). In assenza di un’iscrizione sulla tessera di donatore o nel registro nazionale, la decisione di donare o meno era lasciata ai parenti sulla base della presunta volontà del defunto (“in senso lato”). Tuttavia, in molti casi (circa il 60%), se questi non sono a conoscenza delle volontà del defunto, temono di decidere a favore della donazione, il che spiega il tasso relativamente basso di donazione di organi nel nostro Paese. Con il passaggio al cosiddetto consenso presunto, la situazione si ribalta e tutti diventano automaticamente donatori, a meno che non dichiarino esplicitamente il loro rifiuto. Tuttavia, poiché la soluzione proposta dal Consiglio federale e adottata dal popolo continua a prevedere un modello di consenso “in senso lato”, i parenti stretti continueranno a essere coinvolti nel processo decisionale, il che potrebbe nuocere all’aumento delle donazioni, ma rimane un criterio etico essenziale per salvaguardare la tutela dell’integrità fisica di ogni persona, sia durante la vita che dopo la morte.

Due anni fa, la CBCVS aveva proposto di porre rimedio a questa lacuna introducendo un sistema di dichiarazione, in base al quale ogni cittadino sarebbe stato incoraggiato a riflettere seriamente sulla questione della donazione di organi e a registrare per iscritto la propria volontà dopo aver ottenuto informazioni chiare ed esaurienti sull’argomento. Questa soluzione non è stata adottata, poiché il Consiglio federale l’ha ritenuta troppo difficile da attuare e troppo costosa. Tuttavia, anche le sfide che l’UFSP e la Fondazione Swisstransplant, responsabili insieme ad altri enti dell’attuazione del nuovo sistema, devono affrontare sono notevoli. Infatti, l’intera efficacia e la portata etica del modello dipenderanno dalla qualità e dall’impatto delle future campagne di informazione.

In termini etici, in questo tipo di modello è fondamentale che tutti siano ben informati e si iscrivano al registro nazionale per la donazione di organi, perché altrimenti i propri organi saranno automaticamente prelevati dopo la morte, a meno che i parenti non si oppongano esplicitamente.

Per quanto riguarda l’efficacia, oltre alla semplice informazione, l’obiettivo sarà quello di incoraggiare ogni persona a iscriversi al registro. La CBCVS, desiderosa di ridurre i tempi di attesa dei pazienti, alcuni dei quali muoiono ogni anno per mancanza di organi compatibili[2], persegue lo stesso obiettivo del Consiglio federale. È necessario fare tutto il possibile affinché i maggiori sforzi di informazione ed educazione della popolazione diano frutti tangibili e contribuiscano ad aumentare rapidamente il numero di persone favorevoli alla donazione di organi e validamente registrate. È in gioco la vita delle persone in attesa di donazione.

Cliccando sul link qui di seguito, trova la risposta della CVS alla procedura di consultazione sulla revisione dell’Ordinanza sui trapianti:

Revisione-dellOrdinanza-sui-trapianti-modulo-di-risposta-della-CBCVS-in-francese

 

 

[1] Papa Francesco, Discorso di Papa Francesco all’Associazione Italiana per la Donazione di Organi, Tessuti e Cellule (AIDO), 13 aprile 2019; Giovanni Paolo II, Discorso al Congresso sui Trapianti di Organi, 20 giugno 1991, n. 3; Benedetto XVI, Discorso al Congresso Internazionale sul tema “Un dono per la vita. Considerazioni sulla donazione di organi”, 7 novembre 2008, n. 1; Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 2296.

[2] Il numero di morti all’anno in Svizzera per mancanza di organi compatibili è aumentato dal 2021. Nel 2023 sono morte 92 persone (vedi dati Swisstransplant: https://www.swisstransplant.org/it/).